<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Silvia Castellani &#187; essere ricordati</title>
	<atom:link href="http://www.silviacastellani.it/tag/essere-ricordati/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.silviacastellani.it</link>
	<description>Tra l&#039;essere e il fare, c&#039;è di mezzo il pensare</description>
	<lastBuildDate>Wed, 06 May 2020 18:46:55 +0000</lastBuildDate>
	<generator>http://wordpress.org/?v=2.8</generator>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
			<item>
		<title>La pazzia di essere ricordati</title>
		<link>http://www.silviacastellani.it/2011/06/30/la-pazzia-di-essere-ricordati/</link>
		<comments>http://www.silviacastellani.it/2011/06/30/la-pazzia-di-essere-ricordati/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 30 Jun 2011 15:49:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Silvia Castellani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[Butte]]></category>
		<category><![CDATA[destino]]></category>
		<category><![CDATA[essere ricordati]]></category>
		<category><![CDATA[la pazzia]]></category>
		<category><![CDATA[Montmartre]]></category>
		<category><![CDATA[pittori]]></category>
		<category><![CDATA[Utrillo]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.silviacastellani.it/?p=1761</guid>
		<description><![CDATA[









E&#8217; una  storia troppo bella per tacerla. E&#8217; una storia che non può  lasciare  indifferenti perché vi si mescolano l&#8217;arte, l&#8217;amore e i gesti  feroci, i  soli che forse valgono la pazzia di essere ricordati. C&#8217;è un  destino in  questa storia che unisce due vite, legate molto strette [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignright size-full wp-image-1768" title="La Pazzia - Utrillo" src="http://www.silviacastellani.it/wp-content/uploads/2011/06/Immagine-13.png" alt="La Pazzia - Utrillo" width="429" height="318" /></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">E&#8217; una  storia troppo bella per tacerla. E&#8217; una storia che non può  lasciare  indifferenti perché vi si mescolano l&#8217;arte, l&#8217;amore e i gesti  feroci, i  soli che forse valgono la pazzia di essere ricordati. C&#8217;è un  destino in  questa storia che unisce due vite, legate molto strette e  molto oltre al  sentimento proprio dei legami di sangue. C&#8217;è un destino  che lega una  madre e un figlio. E c&#8217;è una città, che fa da sfondo alle  loro vicende,  che se non si fossero svolte in quella esatta cornice,  oggi, è pressoché  certo, questa storia non esisterebbe. La madre si  chiama  Marie-Clèmentine Valadon e cresce &#8220;libera&#8221; sulla Butte di  Montmartre, a  Parigi. Hugo, descrivendo nei Miserabili la figura dello &#8217;scugnizzo&#8217;  parigino,  scrive: &#8220;Non aveva casa né pane, non aveva fuoco né amore;  era però  contento perché era libero&#8221;. Sulla Butte la conoscono tutti,  così come  conoscono la di lei madre, spesso ubriaca. Poco più che  bambina,  Marie-Clèmentine va a lavorare al circo. Ha provato a fare la  sarta, ma  non ha funzionato. Lei disegna, lei è bella, lei è cresciuta  &#8220;libera&#8221; e  allora va bene il circo. Lì può esibirsi, può esprimersi, lì  ci sono  occhi che la guardano, mani che la applaudono. Disegna  animali, le piacciono i cani, i gatti e i cavalli. Anche i  fiori. E&#8217; a  causa di una rovinosa caduta che finisce presto  la sua  carriera da  circense e allora, a sedici anni, sulla Butte, terra di  artisti, terra  in fermento, terra di speranze, inizia a fare la modella.  Forse inizia a  fare la modella sedotta dall&#8217;amore fisico, oppure  succede il  contrario, è facendo l&#8217;amore forse che si ritrova a fare la  modella. Un  giorno decide di andare a mostrare i suoi disegni a Puvis de  Chavannes  che di anni ne ha cinquantotto, ma ha anche uno studio a  Neuilly ed è  un pittore acclamato.  Lui la prende con sè, ma la loro  relazione non  dura molto. Il maestro successivo è Pierre-Auguste Renoir  che ha poco  più di quarant&#8217;anni ed è possibile che i due si amino  davvero. Però più  tardi lei dirà: &#8220;Renoir, un vrai peintre, mais pas de  coeur!&#8221; Un vero  pittore, ma niente cuore. E&#8217; lui, infatti, che a un  certo punto la  allontana, su richiesta della fidanzata che li scopre in  atteggiamenti  inequivocabili. Renoir obbedisce, manda  via la modella. E&#8217; il 26  dicembre del 1883 e Marie-Clèmentine dà alla luce  Maurice. Non si sa  chi sia il padre. I candidati alla paternità sono:  Rodin, Renoir, lo  scultore Bartholomè, il veneziano Zandomeneghi e lo  studente catalano  Miguel Utrillo y Molins. E&#8217; quest&#8217;ultimo che otto anni  dopo, una sera  in cui ancora si discute di chi sia figlio il piccolo,  si alza in piedi  e proclama: &#8220;Per me sarebbe un vero onore poter firmare  col mio nome  l&#8217;opera di uno di questi grandi maestri!&#8221; Maurice è solo  un bambino e  gli è proibito entrare in casa prima che sua madre abbia  terminato le  sue &#8220;sedute d&#8217;amore&#8221; con gli occasionali amanti. Se ne sta  seduto sul  marciapiede, la testa stretta tra le mani. Maurice è solo un  bambino,  ma è un bambino sofferente, ha forti  attacchi di epilessia che  vengono  placati con del vino rosso. Maurice cresce così sulla Butte,  &#8220;libero&#8221;  come sua madre.  Da adulto, alcolizzato, il suo nome viene   ridicolizzato in Litrillo e anche gli sfruttatori di prostitute che   oziano a Pigalle lo deridono. Nella fase più acuta del suo male arriverà   a bere dell&#8217;acqua di colonia e della trementina che usava per  stemperare i  colori. Maurice è furioso. Gli amici del &#8220;Lapin agile&#8221; che  sono  Russeau, Modigliani e Picasso, quando lo vedono cadere ubriaco,  si  affrettano a legarlo con delle corde al tavolo per evitare che al   risveglio spacchi tutto. Viene ricoverato più volte in case di cura per   essere disintossicato e sarà proprio un medico, dopo averlo dimesso   dalla clinica in cui era andato a disintossicarsi, che consiglierà alla   madre di tenerlo occupato con la pittura. Maurice ha diciannove anni.   Scrive Francis Carco: &#8220;Chiedeva ai suoi quadri solo una consolazione ai   suoi mali. Erano un rifugio, una compagnia nei giorni brutti, un   sollievo, una speranza quotidiana. Ecco perché quell&#8217;artista non può   essere collegato a nessun altro&#8221;. La madre, che Toulouse-Lautrec   ribattezzerà Suzanne e che era riuscita a farsi un nome come pittrice  soprattutto grazie a Edgar Degas, costringerà quel figlio alla tela, lo  inciterà, lo incoraggerà e lo aiuterà a  diventare Utrillo, quel grande  pittore senza pari che ha dipinto &#8220;La  Pazzia&#8221;. Morirà diciassette anni  dopo la madre, colmando così quella  differenza che li aveva separati  all&#8217;inizio.</p>
<p style="text-align: justify;">Ho  appreso questa storia da un bellissimo libro di Corrado Augias  che si  intitola &#8220;I segreti di Parigi&#8221; che vi consiglio di leggere.</p>
<p style="text-align: justify;">
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.silviacastellani.it/2011/06/30/la-pazzia-di-essere-ricordati/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
