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	<title>Silvia Castellani &#187; nuvola</title>
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	<description>Tra l&#039;essere e il fare, c&#039;è di mezzo il pensare</description>
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		<title>La prima nuvola non si scorda mai</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Jun 2016 15:46:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Silvia Castellani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Questa è una delle prime nuvole che ho fotografato, con una vecchia macchina fotografica, da qualche parte che non ricordo. Da qualche parte che non ricordo, quel giorno di ormai diversi anni fa, ho guardato attentamente il cielo. E poi non sono più riuscita a smettere. Questa è la mia prima nuvola e la prima [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="color: #1d2129; font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 14px; line-height: 19.32px;">Questa è una delle prime nuvole che ho fotografato, con una vecchia macchina fotografica, da qualche parte che non ricordo. Da qualche parte che non ricordo, quel giorno di ormai diversi anni fa, ho guardato attentamente il cielo. E poi non sono più riuscita a smettere. Questa è la mia prima nuvola e la prima nuvola &#8211; come mi suggerì una volta un buon amico &#8211; non si scorda mai.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><img class="aligncenter size-full wp-image-3545" title="La prima nuvola" src="http://www.silviacastellani.it/wp-content/uploads/2016/06/La-prima-nuvola.jpg" alt="La prima nuvola" width="540" height="720" /></p>
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		<title>Nuvola elefante</title>
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		<pubDate>Fri, 31 Jul 2015 07:51:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Silvia Castellani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8220;I miracoli sono paragonabili alle pietre: si trovano ovunque e offrono la loro bellezza, ma nessuno ne riconosce il valore. Viviamo in una realtà dove abbondano i prodigi, ma li vedono soltanto coloro che hanno sviluppato le proprie percezioni. Senza tale sensibilità tutto è banale, l’evento meraviglioso viene chiamato casualità e si cammina per il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin: 0px 0px 6px; color: #141823; font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 14px; line-height: 19.3199996948242px; text-align: justify;">&#8220;I miracoli sono paragonabili alle pietre: si trovano ovunque e offrono la loro bellezza, ma nessuno ne riconosce il valore. Viviamo in una realtà dove abbondano i prodigi, ma li vedono soltanto coloro che hanno sviluppato le proprie percezioni. Senza tale sensibilità tutto è banale, l’evento meraviglioso viene chiamato casualità e si cammina per il mondo senza avere in tasca quella chiave che si chiama gratitudine. Quando si verifica un fatto straordinario lo consideriamo un<span style="display: inline;"> fenomeno naturale di cui approfittare come parassiti, senza dare niente in cambio. Invece il miracolo richiede uno scambio: ciò che è stato dato devo farlo fruttificare per gli altri. Se non viviamo uniti agli altri non possiamo captare il portento. I miracoli non li provoca nessuno, vengono scoperti. Quando colui che credeva di essere cieco si toglie gli occhiali scuri, vede la luce. Questa oscurità è il carcere della ragione.&#8221;</span></p>
<div style="display: inline; color: #141823; font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 14px; line-height: 19.3199996948242px; text-align: justify;">
<p style="margin: 0px 0px 6px;">(da &#8220;La danza della realtà&#8221; di Alejandro Jodorowsky)</p>
<p style="margin: 6px 0px;">Fotografia &#8220;L&#8217;elefante&#8221; &#8211; Cieli di Romagna, 2015.</p>
<p style="margin: 6px 0px;">Ieri ho regalato questa fotografia in privato, oggi voglio regalarla a tutti voi, in preda a uno dei miei slanci spontanei, condividerla con tutti ma proprio tutti gli amici. È una nuvola grande, una nuvola elefante, con la proboscide in su, una nuvola di fortuna, che ho inseguito a lungo per poterla fotografare così, nella sua forma autentica che è andata a poco a poco rivelandosi dopo molti minuti che la inseguivo, mezz&#8217;ora credo, forse più. Voglio condividerla con tutti voi affinché vi porti fortuna, ci porti fortuna. Una nuvola scaramantica, piena di pensieri d&#8217;oro, colmi di luce e di venti a favore.</p>
<p style="margin: 6px 0px; text-align: center;"><img class="aligncenter size-large wp-image-3199" title="Nuvola elefante porta fortuna" src="http://www.silviacastellani.it/wp-content/uploads/2015/07/Nuvola-porta-fortuna-1024x768.jpg" alt="Nuvola elefante porta fortuna" width="645" height="484" /></p>
</div>
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		<title>Cosa vuoi fare da grande? di DELFINA SOLINAS</title>
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		<pubDate>Sun, 23 May 2010 11:08:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Silvia Castellani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[bambina]]></category>
		<category><![CDATA[cosa vuoi fare da grande?]]></category>
		<category><![CDATA[maestra]]></category>
		<category><![CDATA[nuvola]]></category>
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		<description><![CDATA[
Chi di voi non si è mai sentito porre questa domanda? Penso nessuno.
Alle scuole elementari è la prima domanda che ti fanno.
Quando vai con mamma e papà e trovare i parenti, o dal medico, o a un funerale o al parco o al ristorante se hai un&#8217;età compresa tra i tre e i dieci anni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-989" title="Immagina una nuvola..." src="http://www.silviacastellani.it/wp-content/uploads/2010/05/Immagine-1.png" alt="Immagine 1" width="498" height="302" /></p>
<p>Chi di voi non si è mai sentito porre questa domanda? Penso nessuno.<br />
Alle scuole elementari è la prima domanda che ti fanno.<br />
Quando vai con mamma e papà e trovare i parenti, o dal medico, o a un funerale o al parco o al ristorante se hai un&#8217;età compresa tra i tre e i dieci anni ti chiedono: &#8220;Cosa vuoi fare da grande?&#8221;. Sembra quasi che quando un adulto non sa cosa chiedere a un bambino usi questa domanda per fare conversazione.<br />
I maschietti in genere vogliono fare gli astronauti, i cow-boys, i pirati. Alcuni i dottori.<br />
Le femminucce vogliono fare le ballerine, le maestre (soprattutto se a fare la fatidica domanda è la maestra, perchè si sa, le bambine a sei anni sono un pò lecca-culo), le principesse. Alcune le dottoresse.<br />
E poi ci sono le eccezioni. Io ero un&#8217;eccezione: io a sei anni, da grande, volevo fare la nuvola.<br />
Già la nuvola. E il bello è che tutti rispondevano &#8220;aaah che bello&#8221; senza mai chiedermi &#8220;e che cosa farebbe, di grazia, la nuvola?&#8221;. Forse già quando avevo sei anni, gli adulti mi vedevano, a ragione, come una un pò spostata. Anzi son sicura che fosse così perchè mi ricordo benissimo che da piccola sono stata spedita, su consiglio della mia maestra delle elementari a farmi strizzare da una psicologa&#8230;ma questa è un&#8217;altra storia.<br />
Nessuno mi ha mai chiesto nulla. Sono io, la me trentenne che chiede alla me di sei anni &#8220;che cazzo fa, di grazia, la nuvola???&#8221;.<br />
E cerco di rispondermi.<br />
La nuvola cambia di secondo in secondo, restando sempre sé stessa. La nuvola cambia forma e colore e consistenza. La nuvola viaggia, naviga per il cielo, si tuffa nel mare sotto forma di pioggia e torna su nel cielo quando ha voglia, sotto forma di vapore acqueo. La nuvola è lì e tutti la possono vedere ma nessuno la può toccare, nessuno la può prendere, nessuno la può avere. La nuvola è di tutti e di nessuno, la nuvola è libera.<br />
Ecco io a sei anni ero così. A me veniva l&#8217;ansia se mi dovevo mettere &#8220;in fila per due&#8221;.<br />
Io odiavo dover andare in vacanza coi miei. Ma ci andavo, per forza.<br />
E a 16 anni, durante una di quelle vacanze forzate, ho capito che forse la nuvola non la potevo fare, e dovevo scgliere un altro mestiere.<br />
I miei quell&#8217;anno avevano scelto una vacanza rilassante. Un paesino sperduto nel Gennargentu, in un ex convento, in mezzo alle montagne, dove il centro abitato più vicino era a 30 km, ed era Orgosolo.<br />
Il giorno prima della partenza ho tentato inconsciamente il suicidio lanciandomi col motorino a tutta velocità per una curva pericolosa. Mi sono fatta molto male ma non tanto da far saltare questa vacanza. Speravo almeno di incontrare un ragazzino super figo con cui fare amicizia.<br />
E alla fine siamo partiti. Gli unici ospiti di quell&#8217;ex convento eravamo io e la mia famiglia, gli amici dei miei genitori col loro figlio mio coetaneo e un gruppo di ragazzini disabili con relativi educatori. Un ragazzo down è diventato il mio compagno di giochi preferito e la sua educatrice è diventata il mio mito, il modello da seguire!<br />
E&#8217; stata una vacanza bellissima e divertentissima e quando sono rientrata in mezzo alla civiltà avevo le idee un pò più chiare su quello che avrei voluto fare da grande. O forse solo sulla risposta da dare a chi mi avrebbe chiesto &#8220;cosa vuoi fare da grande?&#8221;.<br />
Perchè ancora adesso, io da grande voglio fare la nuvola.</p>
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