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	<title>Silvia Castellani &#187; visioni</title>
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	<description>Tra l&#039;essere e il fare, c&#039;è di mezzo il pensare</description>
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		<title>Prime visioni</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Nov 2013 08:47:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Silvia Castellani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Stanotte  è stata dura. Ho pensato che una madre deve avere un autocontrollo di  ferro perché i figli fin da piccolissimi mettono alla prova. Poi ho  pensato alle giovani madri a quelle veramente giovani tipo che hanno  vent&#8217;anni o meno e sono ancora troppo figlie loro stesse, alle madri  sole, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span>Stanotte  è stata dura. Ho pensato che una madre deve avere un autocontrollo di  ferro perché i figli fin da piccolissimi mettono alla prova. Poi ho  pensato alle giovani madri a quelle veramente giovani tipo che hanno  vent&#8217;anni o meno e sono ancora troppo figlie loro stesse, alle madri  sole, alle madri diventate tali perché vittime di violenza e insomma a  tutte le madri in situazioni difficili che n<span>&#8230;</span><span>on  sempre trovano l&#8217;aiuto e il sostegno adeguati, certe volte nemmeno da  parte della loro stessa famiglia. Bisognerebbe farci tutti un bell&#8217;esame  di coscienza di fronte all&#8217;universo madre. Bisognerebbe che ognuno di  noi recuperasse un po&#8217; di autocontrollo, specie un attimo prima di  emettere un giudizio avventato su una madre. | 12  novembre </span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span>Ultimamente  prediligo il silenzio a tante spiegazioni. Perché nella vita vera ci  pensano i fatti a parlare. Oltre alle parole, più delle parole. Lo dico  io che alla Parola ci tengo come alla mia vita e proprio la mia vita mi  ha insegnato che la parola non va sprecata, abusata, insultata ma va  rispettata soprattutto col silenzio. In fondo, se ci si pensa bene,  le  cose ognuno di noi le sa già, le s<span>&#8230;</span><span>a  tutte le cose perché il cuore trova sempre il modo di suggerirle. Siamo  noi che a volte facciamo finta di niente e andiamo a chiedere le  spiegazioni all&#8217;esterno,  ad un altro, dimenticandoci che non è  illudendosi che si starà meglio, che si guariranno i mali dello spirito.  Che è solo comodo per la coscienza isterica. | 13 novembre</span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span>Sogno  il giorno in cui non avremo bisogno di gesti estremi per attirare  l&#8217;attenzione del prossimo.  Sarà il giorno in cui il nostro vicino ci  bisbiglierà all&#8217;orecchio e noi lo sentiremo, perché non ci sarà rumore,  quel rumore che oggi infesta le strade di questo mondo e che ci  impedisce di ascoltare. Ascoltare anche il dolore. Per la serie: le  parole cristiane che mi escono dal cuore. | 14 novembre</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span>Ascoltando  il ticchettio del grande orologio in cucina&#8230;Io guardo mio figlio, che  ascolta attento il ritmo del tempo e mi ricordo di un tempo altro,  quello in cui in certe mattine buie e piovose come questa mi preparavo  per raggiungere la fermata dell&#8217;autobus per andare a scuola, con  l&#8217;ombrello curvo a ripararmi, stretta nei miei brividi di adolescente. E  invece adesso, sono qui con mio figlio al caldo e sorrido mentre lo  guardo, assorto, rapito dall&#8217;incanto, dallo scorrere del tempo. Sul  grande orologio, che batte fiero un nuovo ritmo, il nostro . | 15 novembre</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span>Il  pensiero di questa mattina è troppo complesso per poter essere scritto  così quando fuori è buio pesto e nemmeno c&#8217;è un giusto pretesto. Perciò  lo salto e mi rimetto a guardare gli animaletti luminosi della lampada  che ci hanno regalato, che gira ci incanta e ci intrattiene in questa  stanza magica e piena d&#8217;amore. | 8 novembre</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span>Alle  quattro di notte penso ai miei errori e ne trovo tanti, troppi. Sarà  perché la notte tutto amplifica? Mi chiedo. E ancora mi chiedo: perché,  ma perché farsi del male che già è dura, che già, nonostante il sonno  bestiale che mi vorrebbe spiaggiata cotta svenuta a letto, devo fare  saltare il ranocchio di pezza-stiamo giocando appunto a ranocchio  salterino- da una sponda all&#8217;altra del lettino? | 6 novembre</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span>Pensavo  a quanto trasmettiamo ai bambini col nostro abbraccio. Nervosismo,  ansia, preoccupazione, di certo gli passiamo tutto. Dunque da oggi farò  tre bei respironi &#8220;butta fuori la roba brutta&#8221; prima di prendere in  braccio mio figlio. | 6 novembre</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span>&#8220;Cosa  ha a che fare la notte con il sonno?&#8221; John Milton, Como, 1634. La  stessa cosa ce la stiamo chiedendo io e Miko da un paio d&#8217;ore circa. In  quel di Cattolica, nell&#8217;anno del Signore 2013. |  4 novembre</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span>Alzarsi nel cuore della notte, accendere un carillon, sorridere. | 3 novembre</span></p>
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<div><span>Le persone di notte sono più interessanti. Forse perché stanno ferme, a pensare, non come di giorno che corrono impazzite. | 31 ottobre</span></div>
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<div><span>Eccoci qui. Nel cuore della calda notte, a giocare agli indiani. | 30 ottobre</span></div>
<div><span>Guardo  fuori dalla grande porta finestra del salotto, la pioggia che batte,  musica per le mie orecchie. In braccio cullo mio figlio, che si sta  addormentando mentre io canto &#8216;Le passanti&#8217; di Brassens. La finestra è  troppo grande, penso che moriremo dal freddo quest&#8217;inverno poi mi coglie  di sorpresa un&#8217;immagine da sogno, tutta la neve sui tetti e noi due lì  tra qualche anno, con la neve a portata d<span>&#8230;</span><span>i  mani e di piedi. Noi che apriamo la grande porta finestra una mattina  d&#8217;inverno per giocare a sentire la neve, a fare un pupazzo di neve, noi  con i cappotti e scalzi, che tanto non ci vede nessuno su quel piccolo  scoperto, solo i tetti e i gatti che abitano su questi tetti. &#8220;Ti vorrei  regalare una visione romantica della vita Michelangelo&#8221;. Gli dico così  ma lui già dorme. | 21 ottobre</span></span></div>
<div><span>Stavo  pensando che la vita è tanto breve perciò ha senso trascorrere il tempo  che abbiamo con le persone con cui stiamo bene. Non serve sforzarsi di  vedere questo o quello per compiacerlo magari, per quieto vivere altrui  magari o per senso del dovere. Ecco, credo che insegnerò questo a mio  figlio: stai con chi ti pare, con chi ti rilassa e ti fa divertire e ti  rende sereno e fregatene delle etichette. Di tutte le etichette. | 1 ottobre</span></div>
<div><span>Nel  mezzo del cammin della sua notte col poppant si chiese: e adesso che  sono sveglia come un grillo, come potrò riaddormentarmi? Poi guardò il  figlio in culla, che mostrava un simpatico volto soddisfatto per il  lauto pasto lattoso appena consumato, sorrise al pensiero che la vita di  un poppant si che è vita e tornò nel letto con la speranza di svenire  per un paio d&#8217;ore. | 4 ottobre</span></div>
<div><span>Io e  Michelangelo ieri siamo stati due ore di orologio davanti allo specchio.  Non due ore di fila, ma in tre mandate. Abbiamo sorriso a lungo e  stabilito che ci sono tante cose da vedere in quell&#8217;immagine riflessa,  che è un&#8217;immagine complessa, per questo serve molto tempo per guardarla  bene. | 8 ottobre</span></div>
<div><span>Certe persone si sono perse. Non ricordano più i loro sogni. | 8 ottobre</span></div>
<div><span>Ci  pensavo proprio adesso (notare l&#8217;uso ad cappellam dell&#8217;Italiano) che mio  figlio non ha il sorriso facile. Sarà mica che sono io che non gli do  il buon esempio? Ora mi impegno, da oggi si ride fisso. | 11 ottobre</span></div>
<div><span>Ci  sono io che mi preparo il caffè (rigorosamante decaffeinato) e mio  figlio che gioca a fratello sole (carillon morbidoso così da noi  ribattezzato). Fuori è buio e c&#8217;è silenzio. Ogni tanto ci guardiamo per  essere sicuri di non perderci di vista in questa stanza che non ha  pareti, ma alberi alberi infiniti. | 19 ottobre</span></div>
<div><span>A  volte vorresti fare delle cose nella vita, ma per quanto tu ti impegni e  ti spendi per realizzarle, non ce la fai. Che sembra proprio che ci sia  una congiura, che quelle cose tu non debba farle. Altre volte, altre  cose, accadono da sé, che tu eri lì che neanche ci pensavi o se ci  pensavi avevi quell&#8217;atteggiamento passivo per la serie che non hai mosso  un dito per fare sì che accadessero. Come si spiega tutto ciò? Si  spiega con la parola destino. Nel mio destino per esempio c&#8217;è un uso dei  tempi dell&#8217;Italiano a casaccio, ma non posso farci niente, c&#8217;è come una  forza superiore che mi sovrasta e mi fa scrivere così. | 21 ottobre</span></div>
<div><span>La  mia unica ambizione è ESSERE felice. Non mi interessa AVERE una bella  macchina, dei bei vestiti, un bel cellulare, andare a mangiare fuori o  nei locali alla moda. Sul serio, non mi interessa. La mia unica  ambizione è essere felice. | 22 ottobre<br />
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<div><span>Avere  fame di vita non significa essere assatanati e fare tremila  cose. Le  persone che hanno fame di vita, sembrerà strano a dirsi, sono  assolutamente tranquille e pure solitarie. | 9 settembre</span></div>
<div><span>E&#8217;  tutta la giornata che penso a questa cosa qua: l&#8217;allattamento è una cosa  seria. Se va male l&#8217;allattamento (giornaliero), va male tutto, se va  bene, va bene tutto. Però, sto diventando una filosofa della tetta. | 9 agosto<br />
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