I miei aforismi
1) La cosa migliore che mi sia mai capitata d’incontrare è il mio cervello. E’ nelle sue pieghe e anche nelle sue piaghe che ho appreso il significato di poesia. Silvia C.
2) Dedicherei volentieri la mia vita, se solo ne fossi capace, a dipingere i campi con le loro balle di fieno. Per arrivare a dipingere la balla perfetta. Silvia C.
3) Sono poche le cose che davvero importano. Credo che insieme possano definirsi semplicemente amore. Silvia C.
4) Se fossi un cane, sarei il cane. Quel cane che sarei se fossi il mio cane. Andrei via con la loffa al culo pur non avendo calzoni e stando attento al lampo, e con i piedi scivolosi, come in acqua. Sarei un cane barcollante. Silvia C.
5) Sono belle le ragazze che ridono. Se potessi vorrei sentirmi ridere in esterna. A patto che decida un giorno di ridere correndo il rischio di farmi sentire. Silvia C.
6) Le cose vanno fatte subito altrimenti poi si perde l’ispirazione. Silvia C.
7) Una persona si può anche impegnare su una cosa, ma se per quella cosa non ha il minimo interesse, di quell’impegno nulla gli rimarrà. Silvia C.
Sono convinta che il non dire sia un modo comodo per nascondere. Non necessariamente un tradimento. Silvia C.
9) Io non odio nessuno, fuorché me stessa. Silvia C.
10) Sono confusa. E non ho alcuna intenzione di fare chiarezza. Silvia C.
11) Nel silenzio forzato ho ritrovato la lucidità. Però ora sono molto più incazzata. Silvia C.
12) Ci sono persone che per me hanno la sola valenza di utenti Facebook”. Silvia C.”Troppe cose non dette sanciscono una fine per sempre. Silvia C.
13) Anche i più modesti si corrompono nell’adulazione riflessa. Lo vedi dai ritocchi che vogliono rendere le immagini perfette. Ma non così in questo mondo di presenze. Silvia C.
14) Certe persone invecchiano in maniera esasperata. Quasi quanto quelle che ringiovaniscono. Silvia C.
15) La verità è che il ricordo non risparmia nessuno e più che la storia sono i comportamenti umani a ripetersi, perché ognuno impara a spese della propria esperienza, non su quella degli altri. Perciò imparare, per l’umanità univocamente intesa, è impossibile. E perciò la storia si ripete. Si ripete attraverso la mancata esperienza di altri sui medesimi fatti. E adesso, ci sarebbe anche il ragionamento sulla mancata trasmissione di memoria di tipo esperienziale, ma lasciamo perdere. Silvia C.
16) Le risposte, a volte, nascondono belle sorprese. Silvia C.
17) Il vecchio comune è quasi sempre ottuso, perché non conosce affatto la realtà. Silvia C.
18) E’ fuori di testa, dalla mia, l’ipotesi di poter proiettare su un animale dei ruoli interpersonali, come quello del padre-padrone che sgrida il figlio-cane. Povere bestie!” Silvia C.
19) Sono venuta alla vita triste, piangendo. Me ne andrò felice, sempre piangendo, ma con il sorriso. Silvia C.
20) Ci meravigliamo davanti a cose che non dovrebbero meravigliarci, non ci indignamo davanti a cose per cui dovremmo indignarci. E poi ci chiediamo che senso abbia tutto ciò. Nessuno. Silvia C.
21) Scrivo per nascondermi e (ri)velarmi che è un po’ la stessa cosa. Silvia C.
22) Gente stronza, il ciel non l’aiuta! Silvia C.
23) Oggi la parola vecchio non si vuole più sentire. Siamo diventati un popolo di degenerati. Silvia C.
24) Chi dice yo! e/o yo, fratello, yo!, ha qualche problema. Silvia C.
25) Non è che se ci metti dentro roba come “battito d’ali”,”erba bambina” o qualcos’altro con l’aggettivo bambina e, magari, un’alba, allora fai poesia. Silvia C.
26) Chi usa l’espressione “tirare per la giacchetta” è più infelice della propria espressione. Silvia C.
27) Il tempo dà i numeri oggi, un po’ come me che piovo con il sole. Silvia C.
28) Vorrei diventare un Supereroe Nerd, come Kick-Ass e combattere il Male con un esercito di gatti e ombrelli. Silvia C.
29) Il lavoro del pane mi intralcia il lavoro del cuore. Credo che arriverà un giorno che sarò disposta a morire di fame per vivere d’amore. Silvia C.
30) Dove c’è ansia, c’è sempre risposta. Silvia C.
31) Non c’è peggior sordo di chi non vuol vedere. Silvia C.
32) Ogni mattina, guardandomi allo specchio, mi dico dritta in faccia: “Che tu possa scrivere la cosa giusta.” E poi mi faccio sì con la testa. Silvia C.
33) La storia è questa: “Voglio perché devo, perché so. Perché so”. Continuo a ripetermela questa storia, fino a quando non ci credo del tutto, fino a che non diventa vera. Silvia C.
34) La lontananza è una percezione e basta, non una reale distanza. Adesso puoi odiarmi, ma è così. Silvia C.
35) Credo che uno dei maggiori errori che facciamo nella nostra quotidianità sia appoggiarci al pensiero altrui per ottenere la validazione del nostro. Ci dimentichiamo, insomma, di dare ragione prima di tutto ai nostri pensieri, rendendoli in tal modo deboli. Silvia C.
36) Spesso noi siamo come ci vedono gli altri. Dobbiamo educare gli altri a vederci per come siamo. Silvia C.
37) I bambini piccoli assomigliano solo a se stessi. Silvia C.
38) Il piacere è tutto mio. O al limite di D’Annunzio. Silvia C.
39) Quello che conosciamo ci rende arroganti, quello che non conosciamo ci rende indifferenti o paurosi. Dunque non so cosa sia peggio, se il noto o l’ignoto. Silvia C.

