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Silvia Castellani

Tra l'essere e il fare, c'è di mezzo il pensare

L’unico modo

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novembre 16th, 2016 Posted 13:15

Mi ricordo di una fotografia di qualche anno fa. Ero seduta su un letto e avevo i capelli lunghi. E gli occhi un po’ troppo neri, la matita, un kajal, a fine serata si era sciolta tutta, a forza di ridere, a forza di vivere. Alle mie spalle c’erano delle scritte sul muro, non proprio sul muro, appese, appena leggibili, dal tratto sottile. Inneggiavano, se non ricordo male, all’amore. Mi ricordo senza vedere e “senza vedere” è l’unico modo in cui puoi davvero ricordare.

L'assenza - Ph. Silvia C.

Pennellate di cielo

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novembre 8th, 2016 Posted 17:28

Ricerco un bene
fuori di me.
Non so chi’l tiene
non so cos’è.
(Aria di Cherubino)

pennellate di cielo

Cuore di panna

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ottobre 27th, 2016 Posted 15:47

Credo che aiutare gli altri sia una delle cose più difficili. Intanto bisogna accertarsi che l’aiuto sia voluto, perché non può essere imposto, nonostante il bisogno. Inoltre, per essere capito, l’aiuto deve consistere in ciò che l’altro esattamente vuole.
(pensieri dal mio profondo blu)

Per la serie “ritrova-menti”

Foto: “Cuore di panna”

cuore di panna

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Ri-evoluzione poetica

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ottobre 26th, 2016 Posted 12:29

Quando leggo Poesia non so esprimere tutto quello che sento, ma è come se dietro alla schiena mi spuntassero delle ali, grandi, bianche, che mi conducono in volo sul mondo. E il mio cuore si apre di colpo, e mi coglie una illuminazione che mi riconcilia con tutto il mio essere. Ecco, adesso sapete l’effetto che la Poesia ha su di me. Non passa giorno che non immagini una ri-evoluzione poetica del mondo. Sì, lo so, sono fuori di testa. Date la colpa alla Poesia.

(pensieri, ottobre 2016)

poesia

Tornare

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settembre 26th, 2016 Posted 16:50

Ci sono persone che fanno la tua fortuna. Sono quelle presenti in certi momenti cruciali della vita dove devi prendere quelle decisioni importanti, e non lo sai che sono così importanti, lo capisci dopo. E dopo capisci anche che se non c’era quella persona lì quella volta, non ce l’avresti fatta a scegliere bene, a mettere quel mattoncino che ha poi fatto la tua strada di fortuna. Perché la fortuna è una storia fatta di pezzi che hai potuto costruire anche grazie agli altri.

(pensieri dal mio profondo blu)

Foto: “Qualcosa di (ri)mosso che sta per tornare.”

Il (ri)mosso

A luci spente. Follia dei colori

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settembre 7th, 2016 Posted 16:20

Chiameremo questo ricordo “Illumina-menti/Raccontami una favola”

Sono ad un incrocio, devo attraversare la strada, il semaforo è rosso.
Mi avvicino a un banchetto di vecchi libri, accanto all’incrocio, in attesa di attraversare. Se il semaforo è rosso, penso, meglio aspettare vicino a quei vecchi libri piuttosto che ai margini della strada.

L’uomo del banchetto mi guarda guardare, poi mi incoraggia a guardare meglio i suoi libri.
Io rispondo piena di timidezza, come a volermi scusare di essermi avvicinata senza volere potere comprare, che devo attraversare, ma il semaforo è rosso, per questo mi sono avvicinata.

Lui non dice niente. Sono attratta da un libro che nel titolo porta la parola immagine. Non lo tocco, non lo prendo nelle mani, è freddo fuori, per le strade, e mi fermo poco. Il tempo di un semaforo rosso.

L’uomo non dice niente, guarda me che guardo “IMMAGINE”.

Poi guarda il semaforo, ora io guardo l’uomo, e scatta il verde.
Non mi muovo perché la mia testa ha iniziato a pensare a un’ immagine…
I piedi rimangono fermi. Mi dico che ci sarà un altro verde. Allora attraverserò.

Le piace Kafka?
Dico sì.
Allora prenda questo libro, glielo regalo, è un po’ rovinato…
Allungo la mano e prendo “Lettere a Milena”. È della stessa stessa collana di un altro vecchio libro che comprai a un mercatino quella volta in gita a Roma, “La linea d’ombra” di Conrad.
Dico quattro parole: grazie e Buon Natale.
Lo sto guardando negli occhi, adesso.
L’uomo non dice niente, sorride e annuisce.
È ancora verde.

(Bologna, dicembre, un po’ di anni fa.)

A luci spente. Follia dei colori

Rosarium, Preghiera Visiva – Rosa n.102

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settembre 5th, 2016 Posted 16:04

“Io posso fare cose che non tu non puoi, tu puoi fare cose che io non posso. Insieme possiamo fare grandi cose.”

(Madre Teresa di Calcutta)

silviacastellanirosarium

Cose e “fioretti”

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settembre 5th, 2016 Posted 16:02

Sto pensando che l’estate è finita, che sono sempre piena di progetti, indipendentemente dalla stagione, che faccio pure i “fioretti” (voi li fate?) Sto pensando che il tempo è sempre in volo, che molti mi dicono che le “cose” andando avanti si complicano, di solito. Dico “cose” per intendere rapporti interpersonali, con i figli anche per esempio. In realtà io voglio, sottolineo l’indicativo del verbo, semplificare, convinta che nella semplicità risieda l’autenticità che è sempre positiva, nel bene e nel male. Non so se io mi illuda sulla natura mia e dell’Altro, certo è che la natura ciascuno di noi non la può cambiare, quasi mai. Si può evolvere, imparare, ascoltare gli altri, ascoltare di più se stessi, sempre. Non dimenticare mai per strada l’umiltà. Che ci apre gli occhi e le orecchie. Sto pensando che adesso mi farò un caffè deca, subito dopo chiuderò gli occhi, da stesa, e farò un bel pensiero. Per poi ripartire subito dopo ad agire bene.

Pensieri a settembre

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settembre 3rd, 2016 Posted 15:57

Più divento grande di età, più mi viene l’istinto di costruire ponti e creare sinergie umane, di vedere oltre a quanto già c’è. Rispetto solo a pochi anni fa da questo punto di vista sono irriconoscibile. Credo sia merito di mio figlio. Così, semplicemente, si tratta di un immenso insegnamento d’amore.

Quando hai poca vita sulle spalle non immagini nemmeno da lontano quanta altra vita deve ancora venire. E poi in un attimo ti sorprendi ad afferrare ricordi lontani, frammenti di un tempo che pare appartenere ormai a un’altra vita. Così capisci che ormai sulle tue spalle c’è più di poca vita e tuttavia, guardandoti allo specchio ti consoli dicendoti che tanto altro tempo ancora avrai a disposizione per vivere. Che in fondo sei ancora giovane. Non è esattamente così. Quindi fai una cosa: ringrazia oggi, ama oggi, crea oggi la tua opera migliore. Sorridi alla vita, oggi.

Cielo giallo- Ph. Silvia Castellani

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Certi luoghi – San Leo

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agosto 21st, 2016 Posted 11:41

Certi luoghi non mi lasciano scampo. Ieri sono tornata di nuovo a San Leo, in prossimità della data della scomparsa del Conte di Cagliostro, il 26 agosto. Per chi non conoscesse la storia di Giuseppe Balsamo, meglio noto come Cagliostro, consiglio di leggerla. È una storia affascinante, avvolta dal mistero e intrisa di magia. Forse fu pure un farabutto, un truffatore e un millantatore, ma da avventuriero, esoterista e alchimista, il suo carisma ha attraversato il tempo e lo spazio e oggi a San Leo visitatori di tutta Europa lo vengono a cercare, vogliono vedere i resti di quelle prigioni di spesse mura che furono custodi dei suoi ultimi istanti in questa vita. Pensate che la cella detta del Pozzetto dove fu rinchiuso in ultimo, non aveva aperture, non una finestra, nemmeno con triplice grata di ferro, come la previa da lui occupata, sempre nella fortezza di San Leo. Il Pozzetto aveva solo una botola, si può definire così, attraverso cui Cagliostro passò due sole volte: la prima in fu calato dentro e la seconda in cui fu ritirato fuori cadavere, alcuni anni dopo. Pare morì di ictus. Dalla botola venivano calati i pasti e si facevano le ispezioni periodiche al prigioniero, senza essere visti. Le guardie infatti avevano paura di guardare Cagliostro negli occhi; temevano di venire ipnotizzate e obbligate a liberarlo. Sul suo letto, una tavola di legno, ieri c’erano mazzi di fiori portati da turisti e un’immaginetta sacra di San Pio. Questo mi ha meravigliata, vedere come le persone, affascinate dalla storia leggendaria del Conte di Cagliostro, si rechino al castello per omaggiarlo. Come me, del resto, a ben pensarci, che ogni volta che vado a San Leo sono preda di meraviglia per questa storia così ben custodita in queste terra di Romagna che amo, costellata di luoghi magici che non mi lasciano scampo.

san leo - ph. silvia castellani

L'alchimia, alcuni attrezzi del mestiere