Archive for settembre, 2008
La prima idea
settembre 1st, 2008 Posted 20:42
« La prima idea è quella giusta. Non la seconda, non quella che viene dopo, che sembra razionale e invece non è. La prima idea, Silvia, ricordatelo. E vedrai che presto succederà ». Me l’ha detto qualche ora fa una vecchia signora. Un’insegnante. Non mi ricordavo chi fosse, lei sì. Si ricordava bene di me. Mi basta uscire di casa e succedono cose che sanno di profetico. Lo capisco perchè quando la persona che mi sta parlando mi dice qualcosa di importante, qualcosa a cui devo prestare assoluta attenzione, mi vengono i brividi. Quelli belli, quelli che ti accarezzano.
« Cosa fai, Silvia, eh, cosa fai, ti sei laureata, sì, in cosa, eri una bambina perciò non ti ricordi di me e allora cosa fai, come stai, bene eh, vedo che stai bene, sì ». Quella vecchia era al di là dei miei pensieri. Invece di chiedermi come fanno tutte le vecchie nei primi tre minuti di conversazione, se mi ero sposata, questa mi guarda dritta in faccia, mi prende per un braccio e mi dice : « hai l’età giusta a vederti. Hai capito ? E allora ricordati la prima idea. E’ quella che conta ».
La prima idea è scrivere. La prima idea è continuare a scrivere questo blog. La prima idea è continuare a scrivere questo blog per chiedere se qualcuno da qualche parte in Italia sta cercando un’autrice creativa. E’ un’idea fuori di testa. Ma è pur sempre la prima idea.
La vecchia ha detto ancora : « non fare come quella che voleva dire allibita e invece ha detto illibata »
No. Non lo faccio. Ho preso la prima idea. E l’ho detta qui. Anche se è fuori di testa, lo so anch’io che è quella giusta.
Tags: idea
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Sei diventata “immaginifica”
settembre 1st, 2008 Posted 14:15
Questa mattina mi è arrivata una lettera. Mi sono svegliata e ad accogliermi c’era una strana allergia su tutta una coscia e una busta. Mi sono grattata brutalmente la coscia e ho aperto la busta. Ho letto un nome e ho capito tutto.
A scrivermi è Sally o, meglio, è un personaggio del thriller psicotico. Può succedere che i personaggi dei propri libri ti vengano a cercare. Quando succede, lo scrittore è contento. E’ contento perchè gli ritorna indietro il calcio nei coglioni che ha dato al prossimo. In poche parole : la finzione ha funzionato talmente bene da diventare reale.
Poi però il personaggio è tornato inevitabilmente persona per ricordarmi un bel periodo della mia vita, un tempo in cui due ragazze si divertivano insieme. Nel bene e nel male.
Una delle due ragazze ero io. L’altra era Elisabetta, a cui, se per caso se ne fosse dimenticata, devo ancora restituire un libro. Sono passati, da allora, più di tre anni.
Questa, Elisabetta, è la mia risposta per te :
Sì, sono pazza. Oppure : perchè non mi hai telefonato. E infine : mi è bastato leggere la firma per capire che eri tu.
Cazzo, adesso mi viene in mente qualcosa sull’impiccagione. Non ho capito molto. Ma non importa.
Per quanto riguarda il personaggio di Sally, mi sono ispirata ad alcune tue caratteristiche fisiche e caratteriali e poi ho esasperato il tutto portandolo alle estreme conseguenze perchè avevo bisogno solo di eroi negativi per quel libro. Di vittime e carnefici allo stesso tempo. E’ chiaro che sia finzione letteraria. Vera Mente, non a caso. La frase emblematica dell’opera, che va letta in chiave decadentista in linea con l’argomento psicosi, che è il vero leit-motiv degli scritti, è, appunto : che confine passa fra la realtà e l’immaginazione…
Ma veniamo a noi.
Volevo dirti che scrivi molto meglio dei tempi che furono. Ho trovato nella tua lettera di oggi grossi margini di miglioramento. Ne sono rimasta sorpresa.
In questo momento, comunque, mi sto chiedendo se sto facendo la cosa giusta a risponderti. Forse sì, per il solo fatto che tu mi abbia cercata. Ma tu sei un po’ psicolabile che è come dire romantica o poetica. Come l’Attaccasù, ogni tanto mi torni a cercare. Torni sulle strade del tuo passato, ci torni per poter pensare che il mai e il per sempre sono concetti fuori dal tempo, dallo spazio e dalla vita di tutti noi. Anch’io soffro di questa strana malattia e poi, in fondo, quello che siamo oggi, è frutto anche di ieri a cui dobbiamo una certa riconoscenza.
Ma parliamo dell’oggi.
Il presente non riesco mai ad affrontarlo seriamente, Elisabetta. Mi piacerebbe proprio, ma non riesco.
Comincerò col dirti cose semplici, del tipo che in questo periodo sono in attesa di trovare una collocazione lavorativa stabile. Ci sono in giro alcune cose, ma probabilmente non si concretizzerà niente prima della fine di settembre.
Continuerò col dirti che Riccione, in questo momento della mia vita, mi dà pochi stimoli perciò non escludo
un trasferimento, magari a Bologna, dove vive mia sorella e il ragazzo con cui sto uscendo stabilmente da alcuni mesi.
Fa ridere, eh ? Stabilmente. Da alcuni mesi.
Vediamo… lavoro, amore. Cosa manca ? Soldi e fortuna ?
Soldi pochi, fortuna a palate.
Ho finito. Sia l’auto-oroscopo che la risposta alla tua lettera.
Ps : se vuoi pubblicare qualcosa sul mio blog a tua firma, ovviamente, me lo puoi inviare a « brunocast@libero.it ». Sarò contenta di ospitare le tue parole.
In questi anni, da quanto mi hai scritto, direi che sei diventata « immaginifica ».
E’ una caratteristica che hanno in pochi.
Ciao
Silvia
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