Racconti belli per bimbi pipistrelli

A dire la verità io è da un po’ che penso a cosa e come scrivere. Dove. E’ un po’ di giorni che sono lì lì e dico adesso ho trovato questo pensiero buono o almeno mi pare. Sono a posto. Ma dopo non lo scrivo, rimando alla sera e alla sera mi viene da svenire perché ho problemi troppo materiali per lasciarmi andare a risolvere pensieri. La cosa mi assilla. qualche minuto fa mi sono avvicinata ai miei scritti e ho detto: non so se sono più capace. Ho un libro di racconti a metà. e sono racconti belli, ne sono certa, io stesso quando li rileggo mi chiedo: ma li ho scritti io? forse li ha scritti qualcun altro attraverso di me. e infatti ho scritto “io stesso”. secondo me c’è un daimon maschile dentro di me. ho sognato questa notte un uomo nudo, che scappava a prendere un treno con una ladra che aveva rubato delle applicazioni colorate per le unghie e quella delle unghie da applicare. e la tipa del negozio, la store manager come la chiamano i bip delle agenzie interinali diceva al trio furbesco, ma forse solo alla ladra: “tu per comprare delle scarpe come le mie, dovrai lavorare anni” e invece la ladra attraversava delle vite, faceva molti lavori e i soldi o le scarpe altrui non la interessavano affatto. Di fatto rimane che ho voglia di scrivere, soprattutto “trattati” così, una volta trattati gli argomenti dei trattati sono a posto, e i posteri sanno come la penso perchè non farò in tempo, data la breve vita, a dire a tutti come la penso su tutto o su molto. allora, come per la paura, sugli argomenti importanti è meglio darsi alla trattAzione.
Pensieri da ricordare:
- mi sembro capitan uncino. dire perché.
- trovare un sistema per far sì che l’orologio biologico si spenga il sabato e la domenica.
- stare lontana dai coccodrilli, quelli veri. non è una metafora.
- chiamare qualche amico. serve proprio? sì, serve.
- cambiare la tariffa o come diavolo si chiama al cellulare. spendo troppo e non posso sempre chiedere all’interlocutore “mi puoi chiamare te che ho finito i soldi?” se lo facessero a me, mi incazzerei. e molto.
- leggere di più. leggere di più, cazzo. e due. cazzi.
- volevo parlare di Aldo Busi e del suo comizio isolano. comunque penso che tende ad esagerare ma non per quella cosa della forma che ha detto la Ventura e che dicono poi tutti e cioè che è il modo di dire le cose che è sbagliato e non la sostanza e te lo dicono come dire che: devi dire diverso. qui ha ragione Busi. la forma è la sostanza. come cazzo ti permetti di dirmi che non ho il modo giusto? Proprio ieri in treno sentivo una ventenne pappagallo che parlava al telefono con quelle frasi preconfezionate tra cui appunto “quello che dici può anche essere giusto, ma sbagli la forma”. Sì, cretina che non sei altro, sbagli a comprare il reggiano. La prossima volta compra padano. Consuma comunque, consuma sempre e in ogni luogo. Meno male che mia sorella minore è un genio rispetto alla media dei ventenni nei cui discorsi, mio malgrado, mi imbatto. Non per dire, ma ha passato l’infanzia con me. E Busi è superbo. Come lo sono anch’io. Non va bene. Spero di non ritrovarmi all’inferno vicino a lui con il corpo conficcato nel ghiaccio.
- mi è arrivato un messaggio della vodafone. voglio proprio cambiare gestore. mi divertono quelle offerte accorate quando dici a un gestore telefonico “passo a tim”.
- trovare un sistema per far sì che il mio compagno di letto smetta di russare
- andare alla montagnola tra un paio d’ore e comprare completi intimi nuovi cinesi da due lire. ma non per le due lire. è che mi piace proprio il made in china. il compagno di letto non è d’accordo. forse è per quello che russa.
- avere sempre coraggio. è importante. è importantissimo. vedi Busi.
- lavare? pulire? lasciare stare e andare a divertirsi dopo una settimana di lavoro? ma soprattutto, votare? questa volta no. mi dispiace perché il voto è l’esercizio di un diritto-dovere e io sono una che è sempre e sottolineo sempre andata a votare, ma stavolta mando tutti a cagare, perché mi sono stancata di essere presa in giro, a destra, a sinistra, in alto, in basso, fai la giravolta, falla un’altra volta, guarda in su, guarda in giù, dai un calcio a chi vuoi tu.
- la coperta estiva è davvero bella. come farò quando dovrò toglierla?
- tuttosommato è bello vivere. soprattutto quelle vite come la mia dove ogni annata è diversa dall’altra. questa è un’annata buona. tipo quelle robe del vino. sarebbe da ubriacarsi tutti i giorni…
Tags: aldo busi, Amici, annata buona, coccodrillo, coperta estiva, ladra, leggere, passo a tim, pipistrelli, racconti belli, sogni, trattati, ubriacarsi, unghie, vino
This entry was posted on sabato, marzo 27th, 2010 at 09:09 and is filed under Senza categoria. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0 feed. You can leave a response, or trackback from your own site.


19:51 on marzo 29th, 2010
Qualche consiglio:
Cambiare l’orologio biologico nel weekend nn è possibile, ma prima o poi imparerai a spegnerlo e a girarti dall’altra.
Cambia tariffa, quando mi chiami e mi chiedi di essere richiamata io nn mi incazzo, ma se cambi gestore nn ti chiamo più.
Trovalo il tempo per i completini cinesi, sono bellissimi!
Non togliere la coperta estiva, aggiungine una più grossa sotto.
Mi piace quel tuttosommato tutto attaccato, è bello a colpo d’occhio, guardato da lontano, lo userò anch’io.