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Silvia Castellani

Tra l'essere e il fare, c'è di mezzo il pensare

Posts Tagged ‘testa’

In viaggio, sempre

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febbraio 12th, 2015 Posted 16:49

Ho lasciato la Romagna, mi sono trasferita in Veneto. Certo, ci tornerò spesso in quell’antica terra di briganti, almeno credo. Ma inizierò un nuovo viaggio qua. C’è un po’ di paura, ci sono le perplessità, le speranze, i dubbi, i desideri e tante altre sensazioni, quelle che sempre accompagnano i cambiamenti. Ho lasciato la Romagna e avevo ancora un sacco di cose da fare là e non perché mi fossi ridotta all’ultimo come mio solito, no questa volta no. Avevo ancora un sacco di cose da fare perché semplicemente quando te ne vai le cose da fare sono tante. E molte restano da fare, e sai che non le farai più. Però torno, torni spesso Silvia, continuo a ripetermelo, perché magari questa storia che torno spesso diventa vera. Oppure non torno, che sto bene anche qua in Veneto. Sì, sto bene di sicuro qua, perché come mi ha detto qualche tempo fa un’amica “tu non devi preoccuparti perché in fondo sei una che è qua ma non è qua, è lì ed è anche là. Insomma sei qua ma non sei qua, sei là”. Voleva dire che con la testa sto sempre un po’ dove mi pare. E questo in confronto a un trasferimento fisico non è niente. Devo ricordarmelo ogni giorno che sono qua. Come là.

Montagne rosa

IL VIDEO del post QUELLO CHE VEDEVO

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gennaio 2nd, 2010 Posted 17:00

Inauguro il 2010 con una nuova trovata: il video del post intitolato:

“QUELLO CHE VEDEVO”

Quello che vedevo erano le mie orme sulla sabbia, un triste andare incerto. Le orme erano più grandi dei miei piedi o almeno così io vedevo. Poi ho avvertito le onde del mare e mi sono distratta. Mi sono girata verso la spuma e ho voluto bagnare i miei piedi. Le orme no, non potevano essere toccate, erano più in alto. Non le raggiungeva la spuma. La spuma non le raggiungerà mai le mie orme, ho pensato. Mi chiedevo se davvero quelle fossero le mie orme. Non sembrava, ma di lì ero passata solo io. Quello che vedevo. Non vedevo nessuno a piedi davanti a me finchè ho visto una barca di legno giallo e blu e un vecchio anche, con il cappello in testa, seduto sulla barca. Non era proprio un vecchio, era un uomo di mezza età. Sembrava cattivo allora ho fatto finta di niente ma lui mi ha chiamata ed era l’imbrunire. Non ci vado, ho pensato a testa bassa. Non mi fido. Vieni qua, ha detto lui con gli occhi che io ho solo immaginato. Era il mio pensiero. L’uomo mi ha ordinato di sedermi davanti a lui, ai piedi della barca e ha detto “Io sono il tuo pensiero”. Io l’ho abbracciato anche se non lo conoscevo e poi abbiamo deciso di camminare insieme, ma non uno di fianco all’altra. Abbiamo deciso che lui avrebbe camminato davanti a me per aprirmi la strada e proteggermi e io l’avrei seguito ad occhi chiusi. Quello che vedevo. Poi dopo, quando ho chiuso gli occhi e non ho più visto, ho deciso che mi sarei fidata per sempre delle orme del mio Pensiero.